sabato 15 dicembre 2018     |
L'ANIMA DANZANTE
 

Enzo Conte

2009 - Enzo  e Neia

 


2004 - Congresso Puerto Rico

 


2001 - con Barbara

 


1997 - con Adelaida Rodrigue

 


2005 - con Sabrina

 


2004 - con l'orchestra di Tommy Olivencia

 

 



2007 - Salvador de Bahia - Ballando lo Zouk

La mia storia d’amore con la salsa è cominciata nel 1988, all’epoca in cui suonavo in uno dei più famosi piano-bar di New York: "La Camelia".  Durante una delle mie scorribande notturne mi ritrovai a varcare la soglia del mitico Copacabana, dove mi innamorai a prima vista di questa musica travolgente che mi spinse, da lì a poco, a visitare la tanto agognata isola di Puerto Rico.

 

In seguito, ho avuto la fortuna di suonare a bordo delle navi da crociera che solcavano il mar dei Caraibi. Una esperienza meravigliosa che mi ha fatto conoscere paesi come Messico, Giamaica, Santo Domingo, Gran Cayman, Bahamas, Bermudas e che mi ha aiutato a comprendere più da vicino la realtà, talvolta drammatica, di quei luoghi.

 

Nel 1991 torno in Italia dove comincio a frequentare le lezioni che la venezuelana Trudy Iglesias, tiene al Charango, il primo locale romano dedicato esclusivamente alla musica latino-americana. Quella stessa estate riesco finalmente a visitare la mitica Cuba. Un viaggio avventuroso che alimenterà ancora di più la mia passione per la musica afro-latino-caraibica e la cultura ad essa legata.

 

Nel frattempo mi trasferisco definitivamente a Roma, dove comincio ad organizzare i miei primi eventi dedicati all’America Latina. Parallelamente continuo a studiare salsa con il venezuelano Jaime Otalora, il colombiano Alvaro Hugo, il cubano Lazaro Martin Diaz e Graciela Chao Carbonero, direttrice del dipartimento di danze folkloriche dell'Istituto Superiore d'Arte dell'Habana.

 

A primavera ritorno a Cuba per poi recarmi, durante l'estate successiva, in Venezuela e in Colombia. Qui faccio tappa a Caracas, Bogotà, Cartagena e nella famosissima Cali dove ho l’occasione di raccogliere parecchio materiale sulla storia della salsa.

 

Nell'estate del 1994 ritorno a Puerto Rico, con la precisa intenzione di realizzare un sogno: scrivere un libro sulla storia della salsa. Fu proprio durante quel terzo viaggio nella isla del encanto che conobbi Papito Jala Jala e che vidi per la prima volta ballare i suoi fantastici Jala Jala dancers.

 

Tornato in Italia, attratto da nuove sfide, decido di dedicarmi all’insegnamento fondando così, nell’ottobre di quello stesso anno, la “Accademia della Salsa”.
Nel febbraio del 1995 vede finalmente luce: “Salsa, il Tropico dell'Anima”, edito dalla Gremese.
Per l'occasione vengo invitato a partecipare anche ad alcune trasmissioni televisive come: Uno Mattina (Rai Uno), Gelato al limone (Rai Uno), Mio Capitano (Rai Due), Italia in Diretta (Rai Due), Italia Sera (Rai Due).
Nel dicembre dello stesso anno fondo un piccolo giornale che battezzo “Salsa, oltre le mode...la voce del popolo latino”. Nel frattempo comincio a collaborare con altre riviste e diversi siti salseri.

 

Assetato di novità nell'estate del '95 vado a stare per un mese a New York per seguire le lezioni di due celebri maestri come Eddie Torres e Angel Rodríguez.
Ad agosto sono di nuovo a Puerto Rico dove riprendo a studiare sotto la guida di Papito Jala Jala e di due dei suoi assistenti, Tito Ortos e Jorge Santana, che mi aprono le porte al mondo della coreografia.

 

Al ritorno in Italia fondo così il mio primo corpo di ballo che, in omaggio al grande coreografo portoricano, battezzo “Jala Jala Italian dancers”. Nel febbraio del 1996 partecipiamo, allo Stellarium di Roma, al 1° Raduno Nazionale Salsero dove presentiamo una coreografia di salsa portoricana, destando molto interesse e curiosità.
Nell'aprile dello stesso anno organizzo la tournée di Papito Jala Jala e dei suoi Jala Jala dancers, la prima di un gruppo portoricano in Italia.

 


Nella primavera del 1997, sempre su mio invito, arrivano da New York Angel e Adelaida Rodríguez, due dei più bravi ballerini della Grande Mela.
Nello stesso anno pubblico “La salsa portoricana. Metodo didattico-storico per l’insegnamento dello stile portoricano”. Un libro che già all’epoca si proponeva di spiegare le diverse anime della salsa portoricana, nel tentativo di delineare anche le differenze stilistiche tra New York e Puerto Rico.

 

Gli anni successivi sono tutti una serie di spettacoli, di corsi, di stage, di seminari, di conferenze ma anche di viaggi, di studi, di ricerche che mi riportano a Cuba, New York, Santo Domingo, Venezuela e nuovamente a Puerto Rico dove partecipo alla prima edizione del Congresso Mondiale della Salsa che si tiene nell’agosto del 1997.

 

Nel 1998 riporto Papito Jala Jala in Italia. Stavolta a fargli da assistente durante i suoi stage e accompagnarlo durante le sue esibizioni sarò proprio io insieme al mio gruppo di ballo.

 

Nel 2000, proprio su invito del grande maestro portoricano, realizzo uno dei grandi sogni della mia vita: quello di ballare con gli “Jala Jala dancers”.
Il mio debutto avviene durante la festa patronale di Loíza, davanti a migliaia di persone. Sono il primo italiano a ballare a Puerto Rico con un gruppo interamente portoricano.
Purtroppo nello stesso anno, il 9 ottobre del 2000, Papito va a ballare con gli angeli, lasciando un vuoto incolmabile. Proprio in suo onore ribattezzo il mio gruppo “Jala Jala style dancers” con il preciso intento di mantenere in vita i suoi insegnamenti.

 

Nel 2002, pubblico il mio terzo libro: “Salseando y bailando”, incentrato sulla storia di tutte le danze afro-caraibiche. Nello stesso anno realizzo un originale cd ritmico-didattico dal titolo: “La base ritmica della salsa”.

 

Nel 2003 torno a Puerto Rico dove Janet Orta (per anni assistente di Papito) mi offre l’opportunità di esibirmi con l’orchestra di Tommy Olivencia. Come membro degli Jala Jala dancers partecipo anche al programma televisivo “El show del Medio dia” accompagnando l’esibizione del cantante José Ernesto. Contemporaneamente ho l’onore di partecipare al Tributo che i migliori ballerini dell’isola rendono, durante il 7° Congresso Mondiale della Salsa, alla memoria dell’indimenticabile Papito.
Sempre nello stesso anno ho la soddisfazione di ballare sul palco insieme al Gran Combo de Puerto Rico ed alla Sonora Ponceña e successivamente con il grande Cheo Feliciano.

 

I miei voli pindarici non finiscono però qui, continuano, con la pubblicazione nel 2010 del mio quarto libro "La salsa, sulla rotta Puerto Rico-New York" e e nel 2012 del mio più recente  libro “L’arte di insegnare”, un originalissimo manuale dedicato ai maestri di ballo, unico nel suo genere.

 

Agli amici che mi chiedono “Come fai a non invecchiare mai?” Rispondo sempre: “Il segreto per non invecchiare è quello di non perdere mai la curiosità!”.
Ed è proprio questa straripante curiosità, questa sete di nuove esperienze e di nuove eccitanti avventure che mi vede ancora oggi in prima linea, con  l’entusiasmo di sempre e la voglia di continuare a stupirmi e, perché no, ad “emozionare, emozionandomi...”

 

 

 

 
 
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